Basilicata
La suggestione senza tempo dei Sassi di Matera, una delle città abitate ininterrottamente più antiche del pianeta, scolpita direttamente nel tufo calcareo.
La Basilicata è una regione che sorprende per la profondità della propria identità. Una terra nella quale il patrimonio gastronomico nasce dalla relazione tra montagna e pianura, pastorizia e agricoltura, boschi e coltivazioni, tradizione e innovazione. Il Pane di Matera, i peperoni di Senise, i formaggi del territorio, la Lucanica di Picerno, l'olio del Vulture, l'Aglianico e le produzioni ortofrutticole del Metapontino sono soltanto alcune delle espressioni di una cultura alimentare molto più ampia. Raccontare la Basilicata attraverso le sue eccellenze significa raccontare una regione autentica, capace di conservare il proprio patrimonio senza rinunciare alla valorizzazione contemporanea delle produzioni. È un territorio nel quale il viaggio enogastronomico diventa esperienza culturale: attraverso un prodotto si scopre un paesaggio, attraverso un vino si incontra una comunità, attraverso una ricetta si ritrova una storia.
La Basilicata è una terra da conoscere lentamente, attraverso i suoi sapori, i suoi paesaggi e le persone che ogni giorno custodiscono e rinnovano la sua identità.


BASILICATA Terra di identità, antichi sapori e grandi paesaggi
La Basilicata è una terra di straordinaria autenticità, dove montagne, colline, altipiani, boschi e due mari — lo Ionio e il Tirreno — compongono un paesaggio di grande varietà e suggestione. È una regione nella quale la cultura del cibo nasce dal rapporto profondo tra uomo e territorio. Una cultura fatta di agricoltura, pastorizia, transumanza, coltivazioni tradizionali e antiche tecniche di trasformazione che ancora oggi rappresentano una parte fondamentale dell'identità lucana. Dai paesaggi del Vulture alle montagne del Pollino, dalle colline materane alle valli dell'Agri e del Basento, fino alla costa ionica e a quella tirrenica di Maratea, la Basilicata custodisce un patrimonio agroalimentare ricco e diversificato. È una cucina essenziale, intensa e profondamente territoriale, nella quale il valore della materia prima si unisce alla memoria delle comunità.
Il territorio: una regione tra due mari e l'Appennino
La geografia lucana rappresenta uno dei principali fattori della sua ricchezza agricola. Il territorio è prevalentemente collinare e montuoso, con vaste aree ancora caratterizzate da una forte naturalità. Il Monte Vulture, antico vulcano spento, domina il paesaggio settentrionale della regione e offre condizioni particolarmente favorevoli alla viticoltura e all'olivicoltura.
A sud, il Pollino rappresenta uno dei grandi patrimoni naturalistici dell'Italia meridionale, mentre le aree interne conservano una forte identità rurale e pastorale. La Murgia Materana, con i suoi paesaggi di roccia e i caratteristici insediamenti rupestri, testimonia invece il millenario rapporto tra agricoltura, ambiente e insediamento umano. È in questa varietà di paesaggi che prendono forma le eccellenze lucane: produzioni spesso legate a territori circoscritti, frutto di condizioni naturali particolari e di saperi tramandati nel tempo.
Le eccellenze del food
La gastronomia lucana è una cucina di carattere, costruita intorno a pochi ingredienti fondamentali e a una straordinaria capacità di valorizzarli. Il Pane di Matera IGP è uno dei simboli più conosciuti della regione. La sua storia è profondamente legata alla cultura cerealicola e contadina del Materano e alla tradizione della panificazione domestica. La pasta di grano duro occupa un ruolo centrale nella cucina regionale, accompagnata da legumi, ortaggi, verdure spontanee e condimenti semplici. Tra i prodotti più caratteristici vi sono i Peperoni di Senise IGP, celebri anche nella loro forma essiccata e utilizzati nella preparazione dei cosiddetti peperoni cruschi, una delle specialità più rappresentative della gastronomia lucana. Il patrimonio vegetale comprende inoltre il Fagiolo di Sarconi IGP, i Fagioli Bianchi di Rotonda DOP, la Melanzana Rossa di Rotonda DOP e numerose varietà locali che contribuiscono alla straordinaria biodiversità agricola regionale. A queste produzioni si aggiunge oggi la Fragola della Basilicata IGP, riconosciuta ufficialmente dall'Unione Europea nel 2025, a conferma della vitalità e della capacità innovativa delle filiere agricole lucane. Il pane e la cultura dei cereali In Basilicata il pane non è soltanto un alimento, ma rappresenta un elemento centrale della cultura rurale. Il Pane di Matera IGP ne è la massima espressione: una tradizione nata dalla coltivazione del grano e dalla necessità delle famiglie contadine di produrre e conservare un alimento essenziale. La particolare forma, la crosta croccante e la mollica caratteristica ne hanno fatto uno dei prodotti simbolo della regione. La cultura cerealicola lucana comprende inoltre antiche varietà di grano e numerose preparazioni tradizionali, dalle paste fresche ai prodotti da forno. Il rapporto tra grano, pane e comunità è particolarmente evidente nel paesaggio del Materano, dove la storia agricola si intreccia con quella dei Sassi e degli antichi insediamenti rupestri.
Salumi e carni: la tradizione della norcineria lucana
La lavorazione delle carni rappresenta un'altra componente fondamentale della cultura gastronomica regionale. La Lucanica di Picerno IGP è uno dei prodotti più rappresentativi della norcineria lucana. La sua tradizione è legata alla lavorazione artigianale della carne suina e a una cultura della conservazione sviluppata nel corso dei secoli.
La produzione tradizionale comprende inoltre soppressate, salsicce, capocollo e altre preparazioni locali.
La carne ovina e caprina conserva un ruolo importante nelle aree interne, mentre la cucina regionale utilizza anche carni bovine e animali da cortile secondo ricette tradizionali.
La norcineria lucana racconta così un mondo rurale nel quale ogni parte dell'animale veniva valorizzata e trasformata, secondo una filosofia di economia e rispetto della materia prima.
Il peperone di Senise e i sapori della terra Tra le eccellenze vegetali della Basilicata il Peperone di Senise IGP occupa un posto particolare.
La sua versatilità ha dato origine a diverse preparazioni tradizionali, ma è soprattutto nella versione essiccata che il peperone ha acquisito una fortissima identità gastronomica.
I peperoni cruschi, croccanti e intensamente aromatici, rappresentano uno dei simboli della cucina lucana e vengono utilizzati per accompagnare primi piatti, legumi, verdure e numerose preparazioni tradizionali.
La loro diffusione testimonia la capacità della cucina contadina di trasformare e conservare i prodotti stagionali, creando ingredienti destinati a essere utilizzati durante tutto l'anno.essere utilizzati durante tutto l'anno.


Formaggi: la cultura della pastorizia
La Basilicata conserva una forte tradizione pastorale, legata soprattutto all'allevamento ovino e caprino. Il Pecorino di Filiano DOP è una delle massime espressioni di questa cultura: un formaggio legato a un'area geografica precisa e a una tradizione casearia nella quale il latte, i pascoli e le tecniche di lavorazione contribuiscono a definire l'identità del prodotto. Il Canestrato di Moliterno IGP rappresenta un'altra grande eccellenza della caseificazione lucana. La sua stagionatura e le caratteristiche organolettiche sono il risultato di una tradizione profondamente radicata nell'area di Moliterno e nelle zone interne della regione. Accanto alle denominazioni riconosciute, il patrimonio caseario comprende numerose produzioni artigianali e tradizionali che continuano a essere realizzate secondo tecniche locali..
L'olio: il paesaggio degli ulivi lucani
L'olivicoltura è una delle grandi risorse agricole della Basilicata. Le diverse aree regionali esprimono cultivar e profili produttivi differenti, dal territorio del Vulture alle colline materane e alle aree del Materano e del Metapontino. Il Vulture DOP rappresenta una delle principali denominazioni olearie regionali, mentre l'Olio Lucano IGP, riconosciuto nel 2020, valorizza la produzione olearia dell'intero territorio regionale.
L'olio lucano è caratterizzato da una notevole varietà di profumi e intensità, espressione della biodiversità delle cultivar e delle differenti condizioni pedoclimatiche. L'olivo diventa così parte integrante del paesaggio e della cultura agricola della regione, accompagnando da secoli la vita delle comunità rurali.
Il vino: Aglianico, Vulture e identità lucana
Il vino rappresenta una delle più alte espressioni dell'identità agricola della Basilicata. Il protagonista assoluto è l'Aglianico del Vulture, vitigno profondamente legato ai terreni vulcanici del Vulture e capace di produrre vini di grande struttura, complessità e longevità.
La massima espressione qualitativa è rappresentata dall'Aglianico del Vulture Superiore DOCG, affiancato dall'Aglianico del Vulture DOC. Il patrimonio vitivinicolo regionale comprende inoltre le denominazioni Matera DOC, Terre dell'Alta Val d'Agri DOC e Grottino di Roccanova DOC, insieme alla denominazione Basilicata IGT.
La viticoltura lucana si distingue per il forte legame tra vitigno e territorio. In particolare, l'Aglianico del Vulture rappresenta un autentico ambasciatore della regione e una delle grandi espressioni della viticoltura dell'Italia meridionale. Il vino diventa quindi una chiave di lettura del paesaggio: dalle pendici del Vulture alle colline materane, ogni territorio offre una propria interpretazione della tradizione vitivinicola lucana.
Frutta e ortaggi: la biodiversità lucana La Basilicata possiede una ricchezza agricola spesso sorprendente per chi conosce la regione soprattutto attraverso i suoi paesaggi montani. Le pianure e le colline del Metapontino, affacciate sul Mar Ionio, rappresentano uno dei principali distretti ortofrutticoli del Mezzogiorno.
Fragole, pesche, albicocche, agrumi, uva da tavola, ortaggi e numerose altre produzioni trovano in quest'area condizioni particolarmente favorevoli. La recente registrazione della Fragola della Basilicata IGP valorizza proprio questa importante vocazione produttiva e conferma il ruolo delle filiere ortofrutticole nel panorama agroalimentare regionale. Nelle aree interne, invece, sopravvivono varietà locali e produzioni di montagna che rappresentano un patrimonio prezioso di biodiversità agricola.
I prodotti DOP e IGP: il valore della certificazione
Il sistema delle denominazioni rappresenta uno strumento fondamentale per tutelare e valorizzare l'identità produttiva lucana. Tra le principali eccellenze agroalimentari riconosciute figurano Pecorino di Filiano DOP, Fagioli Bianchi di Rotonda DOP, Melanzana Rossa di Rotonda DOP, Olio del Vulture DOP, Caciocavallo Silano DOP, Mozzarella di Gioia del Colle DOP, Canestrato di Moliterno IGP, Fagiolo di Sarconi IGP, Peperone di Senise IGP, Pane di Matera IGP, Lucanica di Picerno IGP, Olio Lucano IGP e Fragola della Basilicata IGP. Alcune denominazioni sono condivise con territori di altre regioni. Questo patrimonio certificato si inserisce in un sistema ancora più ampio di produzioni tradizionali: la Regione Basilicata indica 163 Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), comprendendo formaggi, carni, prodotti da forno, ortaggi, conserve, dolci, preparazioni gastronomiche e numerose altre specialità. Le denominazioni riconosciute rappresentano quindi soltanto una parte di un patrimonio molto più vasto, nel quale sopravvivono saperi e produzioni locali di grande valore.
Tradizioni, borghi e cultura gastronomica
La gastronomia lucana è inseparabile dalla storia delle sue comunità.È una cultura nata nei piccoli paesi, nelle masserie, nei laboratori artigiani e nelle famiglie contadine, dove le ricette venivano tramandate oralmente e ogni prodotto era utilizzato secondo la stagione e la disponibilità del territorio. Matera rappresenta uno dei luoghi più significativi di questo patrimonio, ma l'identità gastronomica lucana si estende ben oltre la città dei Sassi. I borghi del Vulture, le comunità del Pollino, le aree della Val d'Agri, il Materano e il Metapontino conservano tradizioni differenti che compongono un unico grande patrimonio regionale. Il cibo diventa così una forma di memoria: racconta il lavoro nei campi, la pastorizia, la raccolta, la conservazione e la convivialità.
