Emilia Romagna

La capitale mondiale della Motor Valley (Ferrari, Ducati, Lamborghini) e indiscussa Food Valley dei prodotti DOP più esportati, come Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico Tradizionale.

Emilia-Romagna: un patrimonio da vivere

Visitare l'Emilia-Romagna significa entrare in un territorio nel quale il gusto diventa una forma di conoscenza. Un viaggio può cominciare in un caseificio delle terre del Parmigiano Reggiano, proseguire nelle cantine dei Colli Piacentini o Bolognesi, attraversare le terre del Lambrusco e delle acetaie modenesi, incontrare le produzioni della Bassa, arrivare nelle campagne ferraresi e proseguire verso le colline e i vigneti della Romagna. Ogni territorio propone una propria identità, ma tutti condividono una stessa vocazione: fare della qualità una cultura e dell'ospitalità un valore. L'Emilia-Romagna è una regione nella quale il patrimonio enogastronomico non è confinato alla tavola. È presente nei paesaggi agricoli, nelle imprese familiari, nelle botteghe, nei mercati, nelle feste popolari, nelle cantine e nei luoghi di produzione. È questo il vero valore delle sue eccellenze: non soltanto prodotti riconosciuti e protetti, ma storie, persone, territori e saperi che continuano a generare identità. Per questo l'Emilia-Romagna può essere raccontata come una delle grandi destinazioni italiane del turismo enogastronomico: una terra da conoscere attraverso i suoi sapori, ma soprattutto attraverso le comunità che quei sapori li hanno custoditi, perfezionati e consegnati al mondo.

EMILIA-ROMAGNA La terra del gusto, della tradizione e dell’eccellenza

L’Emilia-Romagna è una delle grandi capitali della cultura gastronomica italiana. Una terra nella quale agricoltura, artigianalità, impresa, cultura e convivialità hanno costruito nei secoli un patrimonio alimentare riconosciuto in Italia e nel mondo. Dalla pianura attraversata dal Po alle colline, dagli Appennini fino alla costa adriatica, il territorio regionale esprime una straordinaria varietà di produzioni e di tradizioni. La Via Emilia, autentica spina dorsale storica della regione, attraversa città, campagne e distretti produttivi nei quali il cibo non rappresenta soltanto una risorsa economica, ma un elemento profondo dell'identità delle comunità. È qui che prende forma quella che viene comunemente definita Food Valley italiana: un sistema nel quale produzioni di assoluta eccellenza convivono con una cucina popolare, domestica e artigianale, fatta di ricette tramandate, gesti quotidiani e conoscenze custodite di generazione in generazione. L'Emilia-Romagna vanta oggi il primato italiano per numero di prodotti agroalimentari DOP e IGP: secondo l'elenco regionale aggiornato nel 2026, sono 45 le produzioni agroalimentari certificate ottenute in tutto o in parte sul territorio regionale, mentre il comparto vitivinicolo comprende numerose denominazioni riconosciute. La forza di questo patrimonio non risiede soltanto nel numero delle denominazioni, ma soprattutto nel loro profondo legame con i luoghi di origine.

Il territorio

L’Emilia-Romagna è una regione di grandi contrasti e, proprio per questo, di straordinaria ricchezza.

A nord si estende la pianura padana, fertile e generosa, dove l'agricoltura ha trovato condizioni ideali per sviluppare cereali, foraggi, frutta, ortaggi e allevamenti.

È il paesaggio nel quale sono nate alcune delle più importanti produzioni lattiero-casearie e salumiere italiane.

A sud, le colline e gli Appennini introducono una dimensione diversa: vigneti, uliveti, boschi, castagneti e piccoli borghi definiscono territori nei quali la produzione alimentare conserva ancora un forte carattere rurale e artigianale.

Verso est, la Romagna incontra il mare Adriatico, creando un rapporto particolare tra entroterra e costa, tra cultura agricola e tradizione marinara.

Ogni provincia contribuisce così a comporre un mosaico gastronomico originale: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini custodiscono produzioni, ricette e consuetudini differenti, ma unite da una medesima vocazione all'ospitalità e alla qualità.

a cobblestone street in a european city
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Food – La grande cucina dell’Emilia-Romagna

La cucina emiliano-romagnola è riconoscibile in tutto il mondo per la capacità di trasformare materie prime semplici in preparazioni di grande identità. La pasta fresca all’uovo rappresenta uno dei suoi simboli più autentici: tagliatelle, tagliolini, lasagne, tortellini, cappelletti, ravioli e cappellacci raccontano una cultura della pasta fatta a mano che appartiene alla memoria delle famiglie e delle sfogline.

Accanto alla pasta vive una straordinaria cultura del pane e dei prodotti da forno, dalla Coppia Ferrarese IGP alla piadina romagnola, divenuta uno dei simboli gastronomici della Romagna. Il patrimonio regionale comprende inoltre preparazioni profondamente legate ai territori, come i Cappellacci di Zucca Ferraresi IGP, la Piadina Romagnola IGP, la Salama da Sugo IGP, lo Zampone Modena IGP, il Cotechino Modena IGP e il più recente Erbazzone Reggiano IGP, riconosciuto nel 2026. Sono espressioni diverse di una stessa filosofia: valorizzare ciò che il territorio offre, rispettando tecniche e saperi costruiti nel tempo.

Formaggi – Il patrimonio lattiero-caseario

Nel panorama dei formaggi italiani, l'Emilia-Romagna occupa una posizione di assoluto rilievo. Il protagonista indiscusso è il Parmigiano Reggiano DOP, prodotto nelle province individuate dal disciplinare e frutto di una tradizione casearia secolare.

La sua produzione rappresenta un esempio emblematico di come territorio, alimentazione degli animali, tecniche di lavorazione, stagionatura e cultura produttiva concorrano alla definizione di un prodotto unico.

Accanto al Parmigiano Reggiano, la regione esprime una ricca varietà di formaggi freschi e stagionati, tra i quali lo Squacquerone di Romagna DOP, caratterizzato dalla sua particolare cremosità e dal forte legame con la tradizione romagnola. A completare il patrimonio caseario vi è il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP, la cui particolare stagionatura in fosse di tufo costituisce una delle più singolari espressioni della cultura alimentare dell'Appennino romagnolo. Queste produzioni testimoniano una cultura del latte nella quale la conservazione, la stagionatura e l'affinamento sono diventati nel tempo autentiche forme di sapere artigianale.

Salumi e carni – L’arte della norcineria

La norcineria rappresenta uno dei pilastri della gastronomia emiliana. Il Prosciutto di Parma DOP è probabilmente il prodotto più conosciuto di questo patrimonio: un'eccellenza nella quale clima, territorio, selezione delle materie prime e lunga stagionatura concorrono a creare un prodotto riconosciuto a livello internazionale. A Piacenza la tradizione si esprime attraverso una straordinaria famiglia di salumi DOP, tra cui Coppa Piacentina DOP, Pancetta Piacentina DOP e Salame Piacentino DOP. Il territorio parmense custodisce inoltre il Culatello di Zibello DOP, prodotto profondamente legato alle terre della Bassa Parmense e alle particolari condizioni ambientali della zona. A Bologna la Mortadella Bologna IGP è diventata un simbolo della gastronomia italiana, mentre nell'area modenese Zampone Modena IGP e Cotechino Modena IGP rappresentano una tradizione antica, particolarmente legata alla cucina delle festività. Completano il patrimonio numerose altre produzioni certificate e tradizionali, tra cui Salame Felino IGP, Coppa di Parma IGP e Salame Cremona IGP, quest'ultimo prodotto che interessa anche territori regionali limitrofi. L'insieme di queste specialità racconta una cultura della trasformazione della carne nella quale nulla viene sprecato e ogni parte diventa espressione di esperienza, tecnica e memoria.

Olio, frutta e produzioni agricole

Sebbene la regione sia universalmente conosciuta per i suoi formaggi, salumi e vini, l'Emilia-Romagna possiede anche una significativa tradizione agricola legata alla frutta, agli ortaggi, all'olio e alle produzioni della terra. La Romagna custodisce una storica cultura olivicola, rappresentata dall'Olio Extravergine di Oliva Colline di Romagna DOP, espressione delle colline che si affacciano sull'Adriatico. Il comparto ortofrutticolo regionale è particolarmente ricco. Tra le produzioni riconosciute figurano la Pesca e Nettarina di Romagna IGP, la Pera dell'Emilia-Romagna IGP, la Patata di Bologna DOP, l'Asparago Verde di Altedo IGP, lo Scalogno di Romagna IGP, il Marrone di Castel del Rio IGP e le Amarene Brusche di Modena IGP. Queste produzioni testimoniano il valore di una pianura agricola tra le più produttive d'Italia e di territori collinari nei quali la biodiversità agricola si intreccia con la storia delle comunità.

a wooden table topped with different types of food
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Hanging cured meats fill a dark, arched space
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Wine – I vini dell’Emilia-Romagna

Il patrimonio vitivinicolo dell’Emilia-Romagna è tanto articolato quanto il territorio. In Emilia il vino simbolo è il Lambrusco, nelle sue diverse espressioni e denominazioni, capace di interpretare in modo moderno una tradizione profondamente radicata nella cultura della pianura. Frizzante o spumante, secco o amabile, il Lambrusco accompagna naturalmente la cucina emiliana e rappresenta uno dei vini italiani maggiormente conosciuti sui mercati internazionali. Nell'area di Piacenza emergono vini come Gutturnio e Ortrugo, espressioni della viticoltura dei Colli Piacentini. Nel territorio bolognese il Pignoletto, oggi valorizzato dalla denominazione Colli Bolognesi Pignoletto DOP, rappresenta una delle identità più riconoscibili della viticoltura locale. Proseguendo verso la Romagna, la cultura del vino assume nuove caratteristiche. Il Sangiovese di Romagna è il grande rosso del territorio, mentre l'Albana, riconosciuta anche nella tipologia DOCG, costituisce una delle espressioni più prestigiose della tradizione vitivinicola regionale. Accanto a questi troviamo Trebbiano Romagna, Pagadebit, Cagnina e numerose altre espressioni locali, all'interno di un sistema di denominazioni che permette di leggere il territorio attraverso vitigni, suoli, clima e tradizioni produttive. Il vino emiliano-romagnolo non è quindi una realtà uniforme, ma un mosaico di identità: dalla pianura emiliana ai Colli Bolognesi, dai Colli Piacentini fino alle colline della Romagna. Nel 2026 la Regione ha portato a Vinitaly un racconto che ha riunito produzioni, territori e offerta turistica, con la presenza di circa 90 espositori provenienti dai Colli Piacentini fino alla Romagna e un'ampia rappresentanza della produzione vitivinicola regionale.

DOP, IGP e STG – Il valore della certificazione

Le denominazioni di origine rappresentano uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali l'Emilia-Romagna protegge e valorizza il proprio patrimonio agroalimentare. La DOP – Denominazione di Origine Protetta identifica prodotti il cui legame con un determinato territorio è particolarmente stretto e nel quale tutte le fasi previste dal disciplinare sono legate all'area geografica riconosciuta. La IGP – Indicazione Geografica Protetta tutela invece prodotti per i quali una qualità, una reputazione o un'altra caratteristica è essenzialmente riconducibile all'origine geografica e per i quali almeno una delle fasi previste dal disciplinare avviene nella zona delimitata. Le STG – Specialità Tradizionali Garantite valorizzano invece metodi di produzione e ricette tradizionali, indipendentemente da uno specifico legame geografico. Secondo gli elenchi ufficiali regionali aggiornati nel 2026, l'Emilia-Romagna conta 45 produzioni agroalimentari DOP e IGP, delle quali 19 DOP e 26 IGP, alle quali si aggiungono le numerose denominazioni del comparto vitivinicolo. Tra le eccellenze certificate più rappresentative troviamo Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto di Parma DOP, Culatello di Zibello DOP, Coppa Piacentina DOP, Pancetta Piacentina DOP, Salame Piacentino DOP, Mortadella Bologna IGP, Zampone Modena IGP, Cotechino Modena IGP, Aceto Balsamico di Modena IGP, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, Piadina Romagnola IGP, Squacquerone di Romagna DOP, Formaggio di Fossa di Sogliano DOP e numerose altre produzioni. La certificazione, tuttavia, non deve essere considerata soltanto come un marchio commerciale: è soprattutto uno strumento di tutela della storia, della reputazione e delle competenze produttive di un territorio.

a dining room with a table and chairs
a dining room with a table and chairs
Rows of cheese wheels stacked in a warehouse
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Tradizioni e cultura gastronomica

In Emilia-Romagna il cibo è cultura. La cucina nasce nelle case, nelle botteghe, nelle osterie e nei laboratori artigiani prima ancora che nei grandi ristoranti. La sfoglia tirata a mano, il ripieno dei tortellini, la preparazione della piadina, la cura della stagionatura di un formaggio o di un salume sono gesti nei quali sopravvive una memoria collettiva. È una cucina che ha saputo attraversare il tempo senza perdere il proprio carattere, trasformandosi e innovandosi senza rinunciare alle radici. Un ruolo particolare appartiene alla cultura della pasta fresca e alla figura della sfoglina, simbolo di un sapere manuale che rappresenta una parte importante dell'identità culinaria regionale. Anche la cultura del vino e dell'accoglienza contribuisce a questo patrimonio: cantine, acetaie, caseifici, salumifici, mercati, botteghe storiche, musei del gusto e realtà agricole permettono di conoscere non soltanto il prodotto finale, ma anche le persone e i territori che lo rendono possibile. La valorizzazione contemporanea delle produzioni regionali procede proprio nella direzione di unire prodotto, territorio, cultura e turismo, trasformando l'esperienza gastronomica in una modalità privilegiata per conoscere l'Emilia-Romagna.

I Marchi e le Auto Storiche della Motor Valley

Ferrari: Fondata da Enzo Ferrari a Maranello e Modena, ha dato vita a leggende della pista e della strada come la Ferrari 250 GTO, la F40 e le recenti hypercar ibride ed eccezionali vetture V12.

Lamborghini: Nata a Sant'Agata Bolognese per opera di Ferruccio Lamborghini, ha cambiato il mondo delle supersportive con modelli iconici come la Miura, la Countach e la moderna Revuelto.

Maserati: Fondata a Bologna nel 1914 e poi trasferitasi a Modena, ha scritto pagine straordinarie dell'automobilismo sportivo con vetture come la 250F e la moderna MC20.

Pagani: Creata a San Cesario sul Panaro da Horacio Pagani, realizza opere d'arte su ruote in fibra di carbonio come la Zonda e la Huayra.

Dallara: Fondata a Varano de' Melegari (Parma) da Giampaolo Dallara, è un'eccellenza mondiale nella progettazione di auto da corsa e costruttrice della sportiva stradale Dallara Stradale.

De Tomaso: Fondata a Modena dall'argentino Alejandro de Tomaso, ha prodotto bolidi leggendari come la De Tomaso Pantera.

yellow and white candy lot
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white porsche 911 on road during daytime
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