Lazio
Il fulcro della civiltà classica e della cristianità, dove millenni di storia monumentale della Capitale convivono con le necropoli etrusche della Tuscia.
Una regione da gustare
Il Lazio è una regione nella quale la storia non è soltanto conservata nei monumenti, nei borghi e nei siti archeologici. È conservata anche nei campi, negli uliveti, nei vigneti, nei pascoli, nei frantoi, nei caseifici e nelle cucine. Dalle colline della Sabina agli uliveti della Tuscia, dai vigneti dei Castelli Romani alle montagne della Ciociaria, dalle campagne intorno a Roma alla costa di Gaeta e della pianura Pontina, ogni territorio custodisce una propria identità.
Le DOP e IGP, le DOC e DOCG, i prodotti tradizionali e le tante produzioni locali rappresentano un patrimonio che merita di essere conosciuto, tutelato e valorizzato. Raccontare il Lazio significa quindi andare oltre Roma. Significa scoprire una regione nella quale la storia diventa sapore, il territorio diventa identità e la tradizione diventa eccellenza. Una grande terra italiana da conoscere attraverso i suoi prodotti, i suoi vini e le persone che, generazione dopo generazione, continuano a custodirne l'autenticità


Lazio – Una terra di storia, sapori e grandi eccellenze
Il Lazio è una delle regioni italiane nelle quali storia, cultura, agricoltura e gastronomia si incontrano in modo più evidente. Quando si pronuncia il nome Lazio, il pensiero corre inevitabilmente a Roma, capitale d'Italia e una delle città più conosciute al mondo. Ma oltre la grande metropoli esiste un territorio straordinariamente ricco e diversificato, nel quale montagne, colline, laghi, pianure e mare hanno costruito nei secoli una delle più interessanti identità agroalimentari italiane. Dal Viterbese alla Tuscia, dai Monti Sabini ai Monti Lepini, dalla Ciociaria alla Valle dell'Aniene, dai Castelli Romani alla pianura Pontina, fino alla costa tirrenica, il Lazio custodisce un patrimonio fatto di prodotti riconosciuti, produzioni tradizionali e vini che raccontano la storia delle comunità che li producono. La Regione Lazio conta 66 produzioni DOP, IGP e STG, mentre il paniere dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) comprende centinaia di specialità legate a tecniche di produzione, conservazione e trasformazione tramandate nel tempo. È un patrimonio nel quale le grandi denominazioni convivono con prodotti di piccolissimi territori, spesso conosciuti soprattutto localmente, ma capaci di rappresentare al meglio la biodiversità e la cultura gastronomica laziale.
Dalla tradizione alla contemporaneità
La grande forza del Lazio è quella di possedere una cucina riconoscibile in tutto il mondo senza aver perso il legame con le proprie campagne. La grande gastronomia romana ha portato nel mondo piatti come carbonara, amatriciana, gricia e cacio e pepe, ma dietro queste ricette esiste un territorio molto più ampio. Esistono i pastori della Ciociaria, gli olivicoltori della Sabina, i viticoltori dei Castelli Romani, i produttori della Tuscia, gli allevatori della pianura Pontina, gli agricoltori delle colline e i pescatori della costa. È questo mosaico di persone e territori a costruire la vera identità agroalimentare del Lazio.
Lo scrigno delle eccellenze laziali
La ricchezza del Lazio nasce dalla sua geografia. A nord troviamo la Tuscia, terra di olivi, noccioleti, castagneti e vigneti; al centro i Colli Romani, la Sabina e le colline che circondano Roma; verso sud si incontrano la Ciociaria, i Monti Lepini e la pianura Pontina; lungo la costa, infine, il rapporto con il Mar Tirreno ha contribuito a costruire una cucina nella quale prodotti agricoli, allevamento e pesca convivono. Questa varietà ha generato un patrimonio di eccellenze riconosciute che comprende oli DOP, formaggi, carni, ortofrutta e prodotti della tradizione, oltre a una straordinaria gamma di vini a denominazione. Il Lazio è dunque una regione nella quale il concetto di prodotto tipico non è legato soltanto alla ricetta, ma soprattutto al territorio che lo produce.
L'olio: dalla Sabina alla Tuscia, passando per le colline pontine
Tra le grandi espressioni dell'agricoltura laziale c'è sicuramente l'olio extravergine di oliva. L'olivo accompagna il paesaggio della regione da secoli e rappresenta una delle coltivazioni più profondamente radicate nella cultura agricola del territorio. Sono diverse le denominazioni che testimoniano questa vocazione: Sabina DOP, Canino DOP, Colline Pontine DOP e Tuscia DOP. A queste si aggiunge Olio di Roma IGP, una denominazione che valorizza la produzione olivicola dell'area romana. La Sabina rappresenta uno dei territori olivicoli storicamente più importanti del Lazio. Qui l'olivo caratterizza da secoli il paesaggio collinare e testimonia una tradizione agricola antichissima. Nel Viterbese, invece, la Tuscia DOP racconta il rapporto tra olivo, territorio vulcanico e tradizione contadina. Più a sud, nelle province di Latina e Frosinone, la DOP Colline Pontine rappresenta un'altra importante espressione della cultura dell'olio laziale.Quattro territori diversi, quattro identità produttive, un unico elemento comune: la capacità dell'olivo di diventare espressione del paesaggio.


Il mondo dei formaggi
Il Lazio è anche una terra di grandi formaggi. Il nome più famoso è senza dubbio quello del Pecorino Romano DOP, una delle denominazioni casearie italiane più conosciute nel mondo. La sua storia è profondamente legata alla cultura pastorale dell'Italia centrale e alla tradizione della pastorizia laziale. Accanto al Pecorino Romano troviamo la Ricotta Romana DOP, prodotto di straordinaria semplicità e identità, nato dalla lavorazione del siero residuo della produzione del formaggio. Nelle aree interne del Lazio il patrimonio caseario si arricchisce inoltre di numerose produzioni tradizionali a base di latte di pecora, capra e bufala. Particolarmente interessante è il rapporto con la bufala mediterranea nella pianura Pontina, territorio nel quale la tradizione dell'allevamento bufalino ha assunto un'importanza fondamentale. Nel Lazio ricadono inoltre aree di produzione di denominazioni interregionali come la Mozzarella di Bufala Campana DOP e la Ricotta di Bufala Campana DOP, a dimostrazione di quanto i confini amministrativi non coincidano necessariamente con quelli della cultura agroalimentare.
L'Abbacchio Romano e la cultura della pastorizia
Se esiste un prodotto capace di raccontare la tradizione pastorale laziale, questo è l'Abbacchio Romano IGP. L'allevamento ovino è parte integrante della storia agricola della regione e l'abbacchio rappresenta uno degli ingredienti simbolo della cucina romana e laziale. La sua importanza va ben oltre la gastronomia: racconta un sistema agricolo nel quale allevamento, pascolo e territorio hanno convissuto per secoli. Accanto all'Abbacchio Romano, il Lazio ospita altre produzioni riconosciute legate alla carne e alla tradizione norcina, tra cui i Salamini Italiani alla Cacciatora DOP. Ma la vera ricchezza del patrimonio regionale si trova anche nelle numerose produzioni tradizionali, come il Guanciale Amatriciano, elemento fondamentale della cucina di Amatrice e protagonista di alcune delle ricette italiane più conosciute nel mondo.
La pasta e i sapori della cucina romana
Parlare di Lazio significa inevitabilmente parlare di pasta. La cucina romana ha conquistato il mondo attraverso preparazioni apparentemente semplici, ma profondamente identitarie: carbonara, amatriciana, gricia e cacio e pepe. Sono ricette che hanno nella qualità e nella riconoscibilità degli ingredienti il loro elemento distintivo. Il Pecorino Romano, il guanciale, la pasta di grano duro e gli altri prodotti della tradizione diventano così parte di una cultura gastronomica che ha superato i confini regionali per trasformarsi in uno dei simboli della cucina italiana nel mondo. Accanto alla cucina romana esiste però una straordinaria varietà di tradizioni locali: dalle preparazioni della Ciociaria a quelle della Sabina, dalla cucina della Tuscia alle specialità della pianura Pontina e della costa.
Le eccellenze dell'ortofrutta
Il Lazio possiede un patrimonio ortofrutticolo particolarmente ricco. Tra le denominazioni riconosciute troviamo il Fagiolo Cannellino di Atina DOP, la Patata dell'Alto Viterbese IGP, la Nocciola Romana DOP, la Castagna di Vallerano DOP, l'Oliva di Gaeta IGP e il Peperone di Pontecorvo DOP. Sono prodotti che rappresentano territori molto differenti. La Nocciola Romana, coltivata soprattutto nella Tuscia, è legata a una delle aree corilicole più importanti d'Italia. La Castagna di Vallerano racconta invece il paesaggio dei Monti Cimini e una tradizione castanicola antica. Il Fagiolo Cannellino di Atina nasce nella Valle di Comino e rappresenta una delle più interessanti espressioni della biodiversità agricola del Lazio.
Il Peperone di Pontecorvo, con la sua particolare forma e le caratteristiche organolettiche riconosciute dal disciplinare, è una delle eccellenze più rappresentative della provincia di Frosinone. E poi c'è l'Oliva di Gaeta IGP, legata a una delle località più affascinanti della costa laziale e protagonista da secoli della cultura alimentare del territorio.
Roma e i suoi prodotti
La presenza di Roma ha avuto un ruolo determinante nella costruzione e nella diffusione della gastronomia laziale. La capitale è stata per secoli un grande mercato e un punto di incontro tra prodotti provenienti dalle campagne circostanti e dalle diverse aree dello Stato Pontificio. Ancora oggi il territorio della provincia romana conserva produzioni di grande interesse.
Il Carciofo Romanesco del Lazio, pur non essendo oggi una denominazione DOP/IGP autonoma, rappresenta una delle produzioni orticole più identitarie della regione ed è protagonista della cucina romana, soprattutto nelle preparazioni tradizionali come il carciofo alla romana e il carciofo alla giudia. Tra le produzioni riconosciute troviamo invece il Pane Casareccio di Genzano IGP, uno dei simboli della tradizione panificatoria laziale. Genzano e i Castelli Romani rappresentano inoltre uno dei territori storicamente più importanti per la produzione vitivinicola intorno alla capitale.
Il vino del Lazio: una storia millenaria
Il vino è parte integrante della storia del Lazio. La presenza della vite in questa regione affonda le proprie radici nell'antichità e il rapporto tra vino e territorio è stato alimentato nei secoli dalla cultura etrusca, romana e poi dalla tradizione agricola dei borghi e delle campagne. Oggi il Lazio presenta una geografia vitivinicola estremamente articolata, con numerose denominazioni DOC, DOCG e IGT. Tra le denominazioni più conosciute troviamo il Frascati, il Frascati Superiore DOCG, il Cannellino di Frascati DOCG, il Cesanese del Piglio DOCG, il Cesanese di Affile DOC, il Cesanese di Olevano Romano DOC, il Nettuno DOC, il Marino DOC, i Castelli Romani DOC, il Circeo DOC, la Tuscia DOC, l'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC e il Moscato di Terracina DOC.
Frascati e i Castelli Romani
Tra le aree vitivinicole più celebri c'è quella dei Castelli Romani. Le colline vulcaniche che circondano Roma hanno creato condizioni particolarmente favorevoli alla coltivazione della vite. Il Frascati DOC è probabilmente il nome più conosciuto di questo territorio, mentre il Frascati Superiore DOCG e il Cannellino di Frascati DOCG rappresentano due importanti espressioni della denominazione. Il vino qui non è soltanto una bevanda, ma parte integrante della cultura dei borghi dei Castelli, delle feste popolari e della tradizione gastronomica. Il Cesanese: il grande rosso del Lazio Se il Frascati rappresenta una delle grandi identità bianche del Lazio, il Cesanese è certamente uno dei vitigni simbolo dei vini rossi regionali. Nel territorio di Piglio, in provincia di Frosinone, nasce il Cesanese del Piglio DOCG, una delle denominazioni più importanti della regione. Il vitigno Cesanese trova inoltre espressioni di grande interesse nelle denominazioni di Affile e Olevano Romano. È un patrimonio vitivinicolo che racconta le zone collinari e montane del Lazio e dimostra come la regione possa offrire vini molto diversi, dai bianchi freschi e fragranti ai rossi di struttura e longevità. La Tuscia e il vino Nel nord della regione, la Tuscia offre un paesaggio nel quale vigneti, oliveti, noccioleti e boschi convivono. Qui troviamo la denominazione Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC, legata a una delle storie più curiose e conosciute della tradizione vitivinicola italiana. Il territorio viterbese propone inoltre la Tuscia DOC, insieme ad altre produzioni che valorizzano la diversità dei vitigni e dei territori della provincia di Viterbo.
È una zona nella quale la cultura del vino si intreccia profondamente con quella dei borghi storici, dei laghi vulcanici e delle antiche vie di comunicazione.
Il mare e i prodotti della costa
Il Lazio non è soltanto una regione agricola e collinare: è anche una regione affacciata sul Mar Tirreno. La costa e i grandi laghi interni hanno contribuito a costruire un patrimonio ittico e gastronomico particolare. Il paniere dei prodotti tradizionali comprende numerose specialità legate alla pesca e alla lavorazione del pesce, tra cui le alici del Golfo di Gaeta, l'anguilla del Lago di Bolsena, il coregone dei laghi di Bolsena e Bracciano, il lattarino del Lago di Bracciano e la tellina del litorale romano. Queste produzioni testimoniano una dimensione del Lazio spesso meno conosciuta, ma fondamentale per comprendere la completezza della sua cultura alimentare.
Il Lazio... cuore dell'Italia
Il Lazio possiede infatti un patrimonio di Prodotti Agroalimentari Tradizionali vastissimo: nel 2024 il paniere regionale è arrivato a 472 specialità riconosciute. È proprio all'interno di questo patrimonio che si trovano moltissime delle storie più autentiche della gastronomia laziale.
La Tiella di Gaeta e le tradizioni del territorio Tra le specialità tradizionali più caratteristiche della costa laziale troviamo la Tiella di Gaeta, una preparazione che rappresenta perfettamente l'incontro tra prodotti della terra e del mare. È uno dei tanti esempi di come la gastronomia laziale sia costruita attraverso ricette semplici, nate dalla disponibilità delle materie prime locali e diventate nel tempo simboli dell'identità dei territori.














